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Apr 30

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Quali le vere novità nel campo delle allergie?

Dalla diagnostica accurata alla terapia omeopatica, fino alle nuove terapie low dose….

La medicina moderna si confronta quotidianamente con fenomeni di infiammazione a bassa intensità che spesso durano nel tempo e che per anni sono stati scarsamente compresi. Il sospetto che l’alimentazione potesse avere un ruolo importante in questa situazione è sempre stato molto forte, ma i ricercatori si sono spesso avvicinati in modo controverso al tema delle intolleranze alimentari scontrandosi con pregiudizi, petizioni di principio e pratiche diagnostiche dubbie.

Negli ultimi anni il termine “intolleranza alimentare”, è stato abusato ed utilizzato iLattosio copertinan modo assolutamente improprio. Esiste una  grande confusione nella definizione delle intolleranze, diffusa talvolta anche tra gli “esperti del settore”, come ad esempio tra “intolleranza al lattosio” (vera intolleranza biochimica al lattosio di origine genetica e non) e “reazione immunologica alle proteine del latte” (allergia vera e propria e conseguente infiammazione causata da altre componenti del latte) ma che, in entrambi i casi,  la gente chiama comunque “intolleranza”.

Problema similare di definizione si riscontra anche nel caso della”Gluten sensitivity” che è realmente una Celiachiaintolleranza al glutine diversa dalla celiachia vera e propria, ma alla quale spesso ci si riferisce negli stessi termini, anche se invece si tratta di due condizioni molto diverse e con differenti effetti sull’organismo.

Già dal 2003 è stato assodato che la reazione infiammatoria provocata dal cibo ha caratteristiche molto diverse dalle allergie, soprattutto per il modo in cui si viene a creare e per i tempi necessari alla comparsa dei sintomi, anche se spesso questi ultimi sono molto simili.

L’allergia è normalmente una risposta immediata, che compare nel giro di pochi minuti, più raramente entro qualche ora, dal contatto con la sostanza incriminata e implica l’intervento delle Immunoglobuline E (IgE) e dei mastociti.

L’infiammazione da cibo esprime invece una reazione più lenta, determinata dall’intervento di cellule o anticorpi diversi dalle IgE (cellule Th intestinali e citochine infiammatorie) e che insorge dopo ore o giorni di assunzione ripetuta della sostanza alimentare (o di contatto con un agente ambientale non necessariamente alimentare) verso la quale abbiamo una reattività.

Purtroppo però in molti soggetti i due fenomeni, allergie e intolleranze, si associano determinando una sintomatologia infiammatoria cronica durante tutto l’anno che si esacerba ulteriormente quando subentra anche l’allergia stagionale su un terreno già fortemente infiammato.Arancio

E’ così che anche piccoli e rari fiocchi di polline possono determinare facilmente crisi asmatica vera in un paziente con intolleranze alimentari ad esempio al nichel o all’arancia, perciò con subdola infiammazione in tutto il suo corpo, apparato respiratorio compreso.

La presenza di una reazione avversa a un cibo non determina solo malattie, ma anche altri sintomi quali sovrappeso, stanchezza cronica e riduzione della performance muscolare sportiva: ci riferiamo a condizioni non necessariamente patologiche, ma in cui il controllo dell’ipersensibilità alimentare può portare a sensibili e importanti miglioramenti. Questo è stato confermato da studi che ormai legano infiammazione immunologica, insulinoresistenza e produzione di determinate adipochine, spiegando i disturbi generati con un solido razionale scientifico.

In genere, comunque, qualsiasi disturbo con componente infiammatoria cronica di cui non si riesca a comprendere l’origine dovrebbe far pensare anche a una sottostante infiammazione da cibo.

Quale il ruolo dell’omeopatia?

Già il fondatore della medicina omeopatica, Samuel Hahnemann, riconosceva l’importanza dei disturbi correlati ai desideri alimentari e all’alimentazione quali elementi fondamentali per lo studio dello stato di salute del paziente. In questo senso da sempre i medici omeopati sono, per tradizione, fra i più attenti ad ascoltare ed interpretare la sintomatologia di ciascuno in relazione alle sue abitudini alimentari. E’ per questo che le terapie omeopatiche sono oggi le più apprezzate fra i pazienti sia allergici che intolleranti in quanto prive degli effetti collaterali tipici di cortisonici e antistaminici, profondamente personalizzate, spesso risolutive.

L’omeopatia di ultima generazione, meglio conosciuta come terapie low dose con citochine ad effetto antinfiammatorio, ovvero mediatori in grado di modulare la risposta immunologica, costituiscono i farmaci di maggior successo e in grado di risolvere spesso anche in modo permanente sia le risposte allergiche che le infiammazioni causate da intolleranze a sostanze sia di tipo alimentare che non.

Come per qualunque patologia bisogna sempre però affidarsi solo ad un medico estremamente competente, sia nella diagnostica che nella scelta delle terapie, dalla nutrizione all’omeopatia, alla fitoterapia.

Il “fai da te” in questo campo, la sospensione di farmaci quali cortisonici o antistaminici senza il dovuto controllo, può risultare in questo settore profondamente rischiosa e deve essere assolutamente evitata.

                                                                                  Dott.ssa Paola Fiori

Permalink link a questo articolo: http://www.frontis.it/quali-le-vere-novita-nel-campo-delle-allergie/

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