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Giu 10

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La cellulite: quadro antiestetico o malattia?

La cellulite è una patologia molto frequente tanto da colpire fino all’80% delle donne e per quanto se ne parli abbondantemente, ancora molte persone sottovalutano l’importanza di questa malattia, ritenendola soltanto un quadro antiestetico.

Naturalmente il diverso grado di cellulite, più correttamente e scientificamente definita lipodistrofia edematofibrosclerotica sottende una sintomatologia più o meno rilevante perché spesso originata da fattori multipli e diversi da soggetto a soggetto.

E’ proprio l’origine multifattoriale che necessita di essere studiata per ogni paziente se si vuole “curare la cellulite”, intervenendo non solo sul quadro locale, ma anche sui fattori che lo hanno determinato. Solo in questo modo si può ridurre fortemente o annullare l’incidenza di recidive ovvero il veloce riformarsi della cellulite stessa.

 

A chi affidare dunque il trattamento della cellulite?

In quanto patologia è certamente di competenza medica. Il riconoscere i fattori determinanti, la loro importanza e le possibilità di cura sono compito del Medico Estetico che deve avere adeguate conoscenze in campo endocrinologico, nutrizionale, angiologico, posturale..

 

Quando rivolgersi al medico estetico?

Importanti sono i segni e sintomi dello stadio pre-cellulite o dei primi stadi della stessa che possono essere riconosciuti dalla paziente e quindi precocemente curati con maggiore efficacia.

      Stadio 0 –> stasi di liquidi

      Stadio 1 –> iniziale deficit circolatorio

      Stadio 2 -> edema con gonfiore e tensione, pelle a buccia d’arancia, tessuti pastosi al tatto, deficit del microcircolo

      Stadio 3 -> retrazioni fibrotiche, pesantezza degli arti, teleangectasie, piccoli noduli palpabili, aumento del pannicolo adiposo, zone fredde

      Stadio 4 -> fibrosi irreversibile, arti doloranti, palpazione dolorosa, ingrossamento dei noduli, ispessimento del pannicolo adiposo

      Stadio 5 -> sclerosi e fibrosi, insufficienza venosa, dolore costante, cute fredda e pallida, grossi noduli.

Quali sono le terapie attualmente più indicate a seconda dello stadio?

Naturalmente è fondamentale capire la differenza sostanziale fra l’adiposità localizzata, ovvero un semplice accumulo di tessuto grasso normale, e la cellulite vera e propria. Verificato ciò, la terapia dovrà essere diversa a seconda dello stadio del quadro clinico.

Lo stadio 0 e lo stadio 1, presentano essenzialmente una ritenzione idrica e  quindi localmente possono essere trattati con pressoterapie angiologiche, linfodrenaggi manuali o strumentali di diverso genere. Tuttavia  questi trattamenti daranno un risultato solo apparente se non si effettua un’accurata diagnosi sulle motivazione di tale accumulo di liquidi. La mesoterapia con i farmaci più indicati, tradizionali o omeopatici  può migliorare più efficacemente il quadro locale e ridare tono a eventuali linfatici o venule dilatate. L’elettroporazione con I-Phor permette la somministrazione di farmaci per il linfedema e l’insufficienza venosa senza necessità di aghi e iniezioni

A partire dallo stadio 2 i farmaci che dovranno essere inseriti nella mesoterapia saranno sempre più complessi, per poter trattare anche le alterazioni infiammatorie del tessuto adiposo, le dilatazioni veno-linfatiche e le retrazioni cicatriziali (affossamenti cutanei e cute a buccia d’arancia). L’uso anche farmaci omeopatici e omotossicologici è indispensabile per avere risultati migliori

L’elettroporazione con I-Phor permette la somministrazione di farmaci senza necessità di aghi e punture, quindi senza il rischio di ematomi. Può essere pertanto molto utile durante la stagione estiva o per le più timorose. Fondamentale però è sempre l’accurata scelta dei farmaci stessi da somministrare da parte del medico specialista. Il massaggio strumentale endodermico Starvac è spesso di grande aiuto alla mesoterapia perché riattiva anche il tessuto e la circolazione arteriosa oltre quella venosa. 

La cavitazione Ultra Sound Smart Shape può essere utile per ridurre lo spessore del pannicolo adiposo, ma sono necessarie potenze molto elevate, raggiungibili solo con strumenti medici.  Naturalmente sarà compito del Medico accertarsi che la paziente non sia portatrice di protesi metalliche o di iud o non presenti una dislipidemia (aumento del colesterolo o dei trigliceridi). In ogni caso si consiglierà un opportuno farmaco o integratore per metabolizzare efficacemente i grassi che si liberano dalle cellule adipose distrutte dagli ultrasuoni. Tuttavia la cavitazione da sola non può assolutamente essere considerata curativa per la cellulite, perché non è in grado di curare nessuno degli aspetti istopatologici della cellulite.

Dunque la tecnica terapeutica principe per il trattamento della cellulite, seppur con farmaci diversi a seconda dello stadio, rimane senza dubbio le mesoterapia. Il successo di quest’ultima sarà comunque strettamente dipendente dai seguenti fattori:

1.    stadio clinico

2.    esperienza e competenza del medico nella diagnosi e nella conseguente scelta dei farmaci.

3.    disponibilità della paziente alla riduzione o eliminazione dei fattori concomitanti

 

L’attività fisica, abbinata a uno stile di vita sano e ad una alimentazione equilibrata che aiuti anche a contrastare l’eventuale sovrappeso, non sono in grado da soli di eliminare il rischio di cellulite o tantomeno di curarla. Tuttavia rivestono un ruolo importante, anche se non determinante, nella prevenzione di questo diffusissimo problema.

 

                                                                                              Dott.ssa Paola Fiori

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