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Ott 11

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L’INCONTINENZA URINARIA NELLA DONNA

La consapevolezza dei problemi è  la chiave che apre la porta alle possibili soluzioni.

Si stima che circa una donna su tre soffra di questo disturbo, causando un disagio sociale oltre che igienico.  Eppure l’incontinenza urinaria è un problema difficilmente confessato dalle donne …

 

e, purtroppo,  in ambito sanitario ci sono molti pregiudizi ed errate convinzioni di fronte alla paziente con incontinenza urinaria:

è un disturbo minore o passeggero!

è sempre un disturbo dello sfintere, tipico dell’avanzare dell’età!

se non c’è un danno anatomico da operare, non ci sono cure efficaci!

Nella scala di priorità delle patologie della paziente non è poi così importante!

Purtroppo,è possibile fare poco o nulla, se c’è una patologia neurologica associata!

 

Tutto questo non è vero!

Questo spiacevole disturbo, se affrontato in modo adeguato, può essere sconfitto o tenuto sotto controllo in modo molto efficace.

Ma allora, cos’è l’incontinenza urinaria?  

                                                 1

E’ l’incapacità di controllare e trattenere perdite di urina volontariamente.

Le donne sono colpite da questa problematica poiché, i meccanismi di tenuta degli organi pelvici, sono maggiormente sollecitati rispetto alla struttura pelvica maschile.

I fattori che ne facilitano l’insorgenza sono:

  • obesità
  • stitichezza cronica
  • fumo
  • scarsa attività fisica
  • infezioni ricorrenti delle vie urinarie
  • menopausa
  • stitichezza cronica

I fattori che aumentano il grado di incontinenza sono:

  •  gravidanza-parti distocici
  • interventi chirurgici in zona pelvica

I fattori  legati alla predisposizione dell’individuo sono:

  • ereditarietà
  • prolasso genitale
  • malattie neurologiche

2

Il disturbo è più diffuso tra le donne  over 60, tuttavia si può presentare a qualsiasi età: infatti un significativo 20% dei casi si verifica in donne al di sotto dei 30 anni e fino al  40% riguarda donne di età compresa tra i 30 e i 50 anni .

Le giovani trentenni dovrebbero prestare attenzione al loro pavimento pelvico (perineo) durante l’attività sportiva, poiché l’utilizzo di alcuni esercizi atti a tonificare gli addominali, sfianca i muscoli perineali se non eseguiti correttamente.

3  Solitamente le donne minimizzano il problema ritardandone la cura poiché inizialmente lo attribuiscono solo ad uno sforzo eccessivo (es. colpi di tosse).La perdita involontaria di urina influisce negativamente sulla qualità della vita nella sua quotidianità, provocando un disagio psicologico,  imbarazzo e vergogna fino a limitare i contatti sociali, la vita lavorativa e la vita   sessuale.

Come procedere dunque?

Parlarne con l’ostetrica di riferimento (specializzata in   riabilitazione del pavimento pelvico) è l’inizio della terapia.4

La maggior parte delle pazienti incontinenti ,dopo un’attenta valutazione è meritevole di trattamento.

All’inizio può bastare modificare lo stile di vita con la perdita di peso,un più attento controllo del consumo dei liquidi e riduzione del fumo, affiancando a tutto questo una riabilitazione della muscolatura pelvica che deve essere attentamente consigliata o eseguita con l’ostetrica specialista..

Gli esercizi di riabilitazione del pavimento pelvico dovrebbero essere sempre il primo tentativo per risolvere il problema dell’incontinenza da sforzo lieve o moderata: servono a restituire tonicità a muscoli del perineo.5

Gli esercizi vengono condotti dapprima con l’aiuto dell’ostetrica e poi continuati a domicilio dalla paziente. Talora agli esercizi viene aggiunta la terapia con elettrostimolatori, che, tramite sonde vaginali, emettono impulsi elettrici che fanno contrarre i muscoli perineali. E’ possibile anche utilizzare i cosiddetti coni vaginali per migliorare la tenuta muscolare. Nel 60%-70% delle pazienti trattate la riabilitazione è efficace se la donna si impegna con costanza.

L’associazione di una specifica terapia omeopatica consigliata dal medico in base alla costituzione del soggetto, servirà a migliorare ulteriormente il risultato, agendo direttamente sulla tendenza personale alla lassità legamentosa.

Ostetrica Domenica Ferrari

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