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Mag 02

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Arsenico, una storia che dura da anni

arsenicoUno dei primi argomenti che abbiamo scelto di trattare sul nostro sito è stato proprio il problema dell’arsenico. Purtroppo a distanza ormai di molti anni le soluzioni proposte da chi fornisce le acque in molte zone del Lazio continuano ad essere inefficaci.  Dopo oltre 10 anni di proroghe non si è ancora raggiunto il valore definito come sicuro da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità, ovvero di 10 μg/L (Microgrammi per litro).

Perché è tanto importante questo elemento?

La funzione di veleno mortale dell’arsenico è conosciuta non potabileda tutti, ma la sua pericolosità, se assunto in piccole dosi, non è di minore impatto per la salute umana. Esso presenta spiccate proprietà cancerogene (per cute, polmone e fegato in particolare), attiva anche un meccanismo genotossico, aumentando la proliferazione cellulare mediante induzione del rilascio di fattori di crescita, modifica i meccanismi di riparazione del DNA ed infine partecipa allo stress ossidativo con produzione di radicali liberi dell’ossigeno.

Altro fattore di notevole rilevanza è che l’arsenico inorganico tende ad accumularsi in maniera progressiva perché è rapidamente e quasi completamente assorbito subito dopo l’ingestione dall’apparato gastrointestinale e in seguito si distribuisce in quasi tutti gli organi, attraversando facilmente anche la barriera placentare. Questo accumulo non viene quindi smaltito autonomamente dal corpo se non in tempi estremamente lunghi, soprattutto se contestualmente viene assunto nuovo arsenico anche in dosi infinitesimali.

Quali possono essere le soluzioni?

Il primo passo per una soluzione efficace continua quindi ad essere la prevenzione, come per ogni altra malattia. Ma non essendo stata evidentemente attuata allo stato delle cose fino ad oggi, è fondamentale almeno un controllo annuale per effettuare una diagnosi precoce di intossicazione per i soggetti a rischio. 

In seguito ai controlli si sceglierà poi come oximix3_200provvedere alla disintossicazione, specialmente grazie  all’azione di particolari componenti, che si legano irreversibilmente al metallo bloccandone il suo effetto tossico. Questi composti in grado di contenere l’intossicazione da arsenico sono conosciuti come materiali chelanti, come per esempio il BAL, il calcio-sodio EDTA (acido etilendiammino tetracetico) e la Penicillamina, ma devono essere consigliati dal medico che dovrà monitorarne l’effetto.

Per chi volesse approfondire l’argomento mettiamo a disposizione anche i seguenti link:

Ordine dei Medici di Roma

Driatec

Assoutenti

Asl Viterbo 

Permalink link a questo articolo: http://www.frontis.it/arsenico-una-storia-che-dura-da-anni/

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